Lucera – il salto della città nel 2026

Lucera, piazza Duomo

Lucera sbarca nel 2026 gravata da quel carico di incertezze che condivide con qualsiasi altra città di un Mezzogiorno che non pare affrancarsi dai suoi malesseri vecchi e nuovi. Le cose che accadono in Italia e nel mondo non lasciano presagire un futuro da Paese di Bengodi.

Ma il 2025 è stato l’anno durante il quale Lucera si è fregiata del titolo di Capitale regionale della Cultura. Nella serata che ha sancito la conclusione di questo periodo di eventi, martedì 30 dicembre, sul palco del teatro dell’Opera, il sindaco Giuseppe Pitta ha creduto opportuno dire, sostanzialmente, secondo la sua visione e dell’Amministrazione da lui presieduta, che quanto accaduto nei mesi scorsi, con il coinvolgimento di tante persone, ha portato Lucera ad una ribalta importante capace, in termini di visibilità, di assicurare frutti duraturi nel tempo. Una risposta, evidentemente, a quella parte dell’opinione pubblica – avversari sul piano politico o semplici concittadini disillusi – mostratasi scettica nei confronti di un’operazione giudicata come una trovata elettoralistica con cui giocarsi le possibilità di rimanere primo inquilino di Palazzo Mozzagrugno per un altro quinquennio o come un lungo e costoso cartellone di iniziative, definite “culturali”, prive di particolare incisività e destinate a sparire dalla memoria collettiva già al calare del sipario.

Come che sia, la città guarda ai tempi che verranno non senza apprensione; e non si dice troppo entusiasta – fatte le dovute eccezioni, stando ai risultati delle ultime Elezioni regionali – di coloro che si propongono di rappresentarla; infatti, l’astensione continua ad essere una dolorosa piaga. Del resto, le parole su cui si regge il discorso pubblico sono sempre quelle, le idee seguono i consueti clichè; mentre, l’attività edilizia non si fermerà, neanche dalle parti dell’anfiteatro e, forse, si avvicinerà al cimitero, e avremo altri supermercati e l’annunciato mcdonald. A sentire gli attuali e orgogliosi amministratori della cosa pubblica, si tratta dei capisaldi da cui arriveranno sviluppo e occupazione, a Lucera.

In primavera, gli elettori, quelli che avranno voglia di recarsi alle urne, saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e ad eleggere il nuovo sindaco. Sono partite, ovviamente, le manovre; ma, nello scenario della politica – dicono i chiamati in causa – c’è ancora un nuvolone di chiacchiere che non accenna a diradarsi. Avvicinamenti, allontanamenti, abboccamenti, campi larghi e addirittura larghissimi, pour parler a geometria variabile con chiunque si rincorrono in una danza di maschere che diventerà sempre più frenetica, “per il bene della città”.

Chi vivrà vedrà. Nel frattempo, i lucerini, almeno, avranno solo l’imbarazzo della scelta del punto vendita dove recarsi a fare la spesa, dice qualcuno.

SUNDAY RADIO – IL BLOG

About the author