Scudetto al Napoli – vittoria di popolo a sud di nessun nord

La conquista dello scudetto, il terzo, dopo un’attesa di trentatré anni, si è trasformata, a Napoli, in un grande evento di popolo. Il risultato sportivo ha assunto i caratteri di una manifestazione fortemente identitaria, che ha coinvolto tutti i settori della vita cittadina. La passione, per una squadra che ha dominato il campionato, imponendosi per la spettacolarità del gioco, ha liberato energie che rafforzano le potenzialità di una città globale, luogo dalle molteplici letture e dalla sorprendente vitalità.

I napoletani sono riusciti a rendere anche il tifo un’allettante attrazione turistica, richiamando migliaia di visitatori – molti non necessariamente appassionati di calcio – giunti da tutta Europa all’ombra del Vesuvio, per lasciarsi contagiare da un’entusiasmo che ha riempito strade e piazze per settimane, in attesa dell’apoteosi di domenica 4 giugno, ultima giornata della Serie A, momento dell’assegnazione ufficiale, in un gremito stadio Maradona, del titolo di Campioni d’Italia.

È stata, quindi, una vittoria che ha, di gran lunga, travalicato l’ambito sportivo. Una vittoria plurima, che si è diffusa nel contesto urbano, creando notevoli opportunità per il tessuto economico, commerciale e culturale, secondo le notizie di stampa, come mai avvenuto prima.

“Una storia di riscatto” (e da cosa, poi?), l’hanno definita i soliti tromboni, abituati a concepire Napoli e il Sud in generale quasi incapaci di narrazioni virtuose e costretti sempre a rincorrere gli altri. Assistiamo, invece, al consolidarsi di una presa di coscienza tutta meridionale, che è realtà da tempo; alla rappresentazione di un processo di crescita, che parla alla nostalgia delle tante Napoli degli emigrati sparsi per il mondo e a coloro che dal Sud non se ne sono andati e non se ne vogliono andare, convinti di poter trarre da quello che hanno, poco o tanto che sia, le ragioni su cui creare un futuro migliore. A Sud di nessun Nord.

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