
Passano i giorni, le settimane e si avvicina l’appuntamento che porterà i cittadini di Lucera alle urne per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Due degli attuali tre schieramenti hanno ufficializzato il candidato allo scranno più alto di Palazzo Mozzagrugno. Il centro-destra non ha ancora sciolto la riserva, un’operazione che si sta, forse, rivelando più laboriosa del previsto. Quando, a gennaio, la coalizione si presentò – non essendo ancora della compagnia FI, ancorata a Giuseppe Pitta, in base a ragionamenti che si sono persi per strada – fu detto che l’annuncio relativo alla figura prescelta sarebbe giunto entro una ventina di giorni. Da quella conferenza stampa, tenutasi nella sede locale di FdI, sono passati quasi due mesi e quel nome manca ancora. Sia come sia, un candidato sindaco, politico (probabile) o dal mondo delle professioni, spunterà comunque a breve, perché il ritardo comporta la perdita di giorni di campagna elettorale; e gli avversari hanno già lasciato i blocchi di partenza.
Intanto, Pitta continua con gli ultimi scampoli della consiliatura partita nell’autunno 2020, quando aveva anche altri amici. Il Sindaco, candidato del cosiddetto “Campo largo”, un’affollata aggregazione che conta ben dieci liste, tra cui quella del Pd, ripete le giaculatorie delle cose fatte dalla “sua” Amministrazione; presenta a favore di telecamere l’intervento per la messa in sicurezza di quel rudere che deturpa da decenni piazza Duomo e che continuiamo a chiamare il “sant’Anna” (“è solo propaganda!”, abbiamo sentito dire da qualcuno a cui il sindaco non sta proprio simpatico); ed è preso di mira dagli strali polemici relativi a quell’avviso per l’attivazione di un partenariato speciale pubblico privato circa le attività di valorizzazione dell’Anfiteatro augusteo e della Fortezza svevo-angioina. Per chi sta muovendo le accuse, nei modi e nei tempi, l’avviso sarebbe aderente alle aspirazioni di qualcuno che sostiene la ricandidatura del sindaco uscente. Mentre, sui social, si grida al caso politico, alla mancanza di trasparenza, all’esclusione del contributo che sarebbe potuto arrivare da un pronunciamento del Consiglio comunale.
Infine, felice come una pasqua sembra Vincenzo Checchia, il quale ha cominciato a profondere entusiasmo nella sua ennesima esperienza politica, questa volta, a capo della coalizione “Noi Per Lucera”. Checchia sarà sostenuto da quattro liste, compresa quella che sta allestendo Antonio Tutolo (La Pagnotta?). Si discuterà molto sull’opportunità della scelta di candidarsi alle Comunali da parte del consigliere regionale, visto, certamente, come figura egemonizzante la coalizione, con la scommessa di fungere da “calamita attira voti”, dopo l’exploit che lo ha riportato a Bari, lo scorso novembre. E, magari, tra quei voti, ci saranno anche quelli, come si sussurra in giro, neanche tanto di nascosto, delle anime riferibili al centro-sinistra che non hanno digerito alcune cose nella definizione del “Campo largo” targato Pitta.
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