Lucera – La Festa Patronale in onore di Santa Maria ieri e oggi

La tradizionale processione del 16 agosto

RIGHE DI STORIA

La Festa Patronale di Lucera è il momento in cui la devozione per Santa Maria assume l’espressione e il senso di un grande e sentito rito collettivo, che dura tre giorni. Dal 14 al 16 di agosto, i credenti si raccolgono idealmente attorno alla Patrona, a cui si affidano, chiedendo protezione e consolazione.

La fedeltà che i Lucerini manifestano a Santa Maria ha origini antiche, che risalgono a molto tempo prima del tragico passaggio storico che decretò la fine violenta della città saracena, principale eredità della dominazione sveva, e la conseguente edificazione, religiosa, materiale e identitaria, di Città di Santa Maria. Fu, questo, come sappiamo, per cancellare persino dalle parole la Luceria saracenorum, il nuovo nome conferito a Lucera, a missione compiuta, da Giovanni Pipino di Barletta, il maestro razionale della Curia reale che, agli ordini di Carlo II d’Angiò, pianificò e condusse, dal 15 agosto 1300, cioè, nell’anno del primo giubileo indetto da Bonifacio VIII, l’assalto militare alla enclave musulmana in terra di Puglia che, per più di settant’anni, aveva scatenato le ire del papato. Un’operazione che concluse, nel nome di Santa Maria, il lungo processo della riconquista cristiana.

Assicurato il trionfo della Croce, Giovanni Pipino, eseguendo il volere del Re di Napoli, istituì la Festa dell’Assunta, al fine di celebrare, ogni anno, quella vittoria e crearne una duratura memoria.

Secondo gli scritti di Giambattista Gifuni, basati su documenti, testimonianze e cronache dei secoli passati, per scongiurare il totale indebolimento della tradizione, causato principalmente da una scarsa dotazione finanziaria per la Festa, il 3 maggio 1731, il “Parlamento lucerino“, all’unanimità, giunse ad un’importante deliberazione, che stabiliva, a favore della ricorrenza, “un assegno di sessanta some di terreno erbifero della miglior qualità del terraggio lucerino, per mantenere il culto verso la Sacra Immagine e celebrare solennemente, in perpetuo, le glorie della stessa S.Maria Nostra Patrona“. I previdenti concittadini dell’epoca, con quel documento, stabilirono che bisognasse “far novena, processione colle statue dei Santi Protettori, celebrare messa, musiche, panegirici, spari di maschi, fuoco artificiale“.

La Festa Patronale, quindi, fu rinnovata e rinsaldata nel suo significato a devozione della Madonna, assumendo le caratteristiche che conserva ancora oggi. Un patrimonio da proteggere e consegnare alle future generazioni.

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