Il COMUNE DI LUCERA VERSO IL DISSESTO FINANZIARIO

Palazzo Mozzagrugno, sede del Comune 

La Corte dei Conti Sezioni Unite, sulla vicenda del Piano di riequilibrio a cui aveva opposto uno stop nei mesi scorsi, non ha ritenuto consistente il ricorso presentato dal Comune di Lucera, aprendo il percorso che porta alla condizione di dissesto finanziario dell’Ente di Palazzo Mozzagrugno. Entro venti giorni dalla comunicazione ufficiale, il Consiglio comunale sarà chiamato a prenderne atto e a deliberare il dissesto.

Ovviamente, la delusione è tanta, ed è pari alla preoccupazione che, oggi, è espressa da tutta la classe politica locale.
Il sindaco, Antonio Tutolo, ha affidato ai social un suo primo e lungo commento su una vicenda che potrebbe condizionare molto la vita amministrativa della città.

“Quando ci siamo insediati nel 2014 – scrive il Primo cittadino – la situazione finanziaria del Comune era catastrofica. Debiti alle stelle (oggi il comune non ha alcun debito), liquidità zero con continua anticipazione di liquidità e spese alle stelle. Infatti per la prima volta nella storia di questa città saltarono gli stipendi ai dipendenti. Eravamo di fronte a un bivio. Dichiarare il dissesto o provare a evitarlo con un piano di riequilibrio pluriennale, erano queste le due strade che avevamo di fronte. Sarebbe stato più facile seguire quella del dissesto e conclamare 30 anni di mala gestione. Abbiamo deciso di provare, invece, a riequilibrare i conti con un piano di tagli alle spese e senza contrarre ulteriori debiti. Abbiamo pagato 16.500.000 di euro di debiti pregressi, di fatto azzerandoli. Abbiamo 800.000 euro all’anno di spesa del personale in meno, 800.000 euro di rate per mutui all’anno in meno, oltre 100.000 euro l’anno di fitti passivi in meno, circa 300.000 euro l’anno di spese di vigilanza in meno, circa 250.000 euro l’anno in meno per la scuola Di professioni legali e altri risparmi importanti. Abbiamo azzerato le spese di missione per gli amministratori, le spese Di rappresentanza sono ora prossime allo zero, i gettoni dei consiglieri comunali quasi azzerati. Abbiamo iniziato a riscuotere i fitti dei terreni ex Eca, abbiamo recuperato l’Imu dalle aziende produttrici di energie rinnovabili. Abbiamo recuperato crediti d’Iva dallo stato per diverse centinaia di migliaia di euro. Permane una importante crisi di liquidità dovuta alla mancanza di capacità dell’Ente di riscuotere i crediti. Una carenza di liquidità vecchia di almeno 10 anni certificata dalla stessa Corte dei Conti. Abbiamo oltre 20.000.000 di euro di crediti che non riusciamo a riscuotere. Questo è il motivo per il quale ci viene chiesto di dichiarare il dissesto. Abbiamo patito mortificazioni, umiliazioni, sacrifici. Potrei continuare per giorni, ma è inutile. Quel piano pluriennale adottato per ripianare i debiti, contratti da altri, è stato definitivamente bocciato. Dopo 5 anni! La legge prevede che il ministero competente e la Corte dei Conti si esprimano entro 30 giorni dall’approvazione del piano, in pratica 5 anni fa, ma nel nostro caso non lo hanno fatto. Invece di 60 giorni hanno impiegato 5 anni. Su mia sollecitazione. Non capisco perché un comune senza debiti debba dichiarare il dissesto senza darci la possibilità di provare a riscuotere quei crediti nei tre anni rimanenti di piano. Proprio così non abbiamo debiti, ad eccezione di quelli dovuti al ritardo nei pagamenti dei fornitori, ritardo determinato dalla mancanza di liquidità. Non capisco perché non ci hanno detto immediatamente che era inutile e che dovevamo dichiarare il dissesto. Perché la legge non è stata rispettata e ci viene detto dopo 5 anni. Questo mi chiedo ma so bene che non avrò mai risposta alcuna. Loro possono tutto”.

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