Covid a Lucera – la preoccupazione del sindaco Pitta

Giuseppe Pitta, sindaco di Lucera

Lucera comincia a fare i conti con un livello più alto di preoccupazione, perché il Covid-19 continua a fare sul serio e non guarda in faccia a nessuno.

Il sindaco, Giuseppe Pitta, ha comunicato che l’ultimo aggiornamento fissa a 47 il numero dei casi positivi nella nostra città, e questo dovrebbe bastare per indurre comportamenti in linea con le raccomandazioni che giungono dalla comunità scientifica e dalle autorità. Pitta ha detto che in giro, però, si colgono ancora troppi segnali sbagliati che non inducono all’ottimismo, riguardo alla consapevolezza del reale pericolo che tutti corriamo.

Il virus, infatti, si è affacciato anche in due istituti scolastici (il Bonghi-Rosmini e il Tommasone), con tutte le conseguenze per le attività didattiche, la tranquillità della popolazione scolastica e delle famiglie. Salvaguardare la salute delle fasce di cittadini più a rischio è, quindi, un imperativo categorico; al contempo, non di secondo piano possono essere considerate le necessità del tessuto commerciale e, in generale, di tutte le attività costrette nel perimetro angusto dei Dpcm. Ulteriori restrizioni apparterrebbero al novero delle pessime notizie.

Intanto, Pitta, in vista della Commemorazione dei Defunti, pensa di contingentare l’ingresso al cimitero e poi la chiusura dal 30 ottobre al 4 novembre; mentre, riparte il servizio, assicurato da volontari, di consegna a domicilio di spesa e farmaci per le persone anziane sole o costrette dal contagio all’isolamento.

Rimane fondamentale per tutti usare ogni accortezza e senso civico, indossando sempre la mascherina, rispettando la distanza interpersonale per evitare assembramenti, detergendosi spesso le mani.

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