
Una città è fatta da tante città, un incastro di persone e di gruppi di persone che animano visioni e rapporti diversi nel discorso che riguarda il bene comune. Ma, dove agiscono cittadini coscienziosi, che auspicano costanti passi avanti verso un miglioramento delle pratiche civili, si riscontra, purtroppo, anche l’attività mortifera di quelli che dimostrano di non sopportare i vincoli che definiscono il decoro materiale e morale.
Assistiamo, perciò, ad azioni “demolitorie”, che negano il punto di vista della maggioranza dei cittadini. Il vandalismo non è altro che la rappresentazione violenta di un altro modo di rapportarsi alla realtà. E non è per niente consolatorio sentire che ormai sia un fenomeno largamente diffuso anche altrove, espressione di un nichilismo che non si riesce ad arginare.
A Lucera, le ultime segnalazioni sulle “imprese” dei vandali nostrani, che paiono non dormire mai, riguardano l’accanimento distruttivo, cominciato da tempo, sulla staccionata collocata lungo il sentiero sterrato sottostante il rinnovato viale castello. Un atto vile, come tutte le forme di vandalismo, che colpisce soprattutto coloro che sperano in un avanzamento positivo dello stato delle cose, e ci spinge ancora a riflettere sul significato dei numerosi episodi di conclamata regressione culturale che abbiamo sotto gli occhi sempre più spesso.
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