
Scosse telluriche in piazza Duomo durante la manifestazione pubblica di inizio campagna elettorale della coalizione “Noi Per Lucera”, che sostiene la candidatura a sindaco di Vincenzo Checchia.
È domenica sera, c’è lo struscio, c’è il pick-up che l’elettorato lucerino (e non solo) conosce molto bene, ci sono i simpatizzanti pronti all’applauso, candidati consiglieri; mentre, a distanza, stazionano, in ordine sparso, occhi e orecchie che devono vedere e sentire. Sul retro del pick-up salgono Vincenzo Checchia, Francesca Niro, Francesco Aquilano, Lello Lavecchia, Pasquale Colucci, quelli che hanno fatto opposizione in Consiglio comunale. Ma c’è anche Antonio Tutolo. Cominciano gli interventi; Checchia si presenta, espone le motivazioni della sua candidatura. Parlano tutti gli altri e prendono la parola entusiasti candidati e sostenitori, che non sono sul mezzo.
Suonano le campane della Cattedrale (una coincidenza, si suppone). Arriva il momento di Tutolo, molto più di una guest-star della serata, una delle liste della coalizione si chiama proprio “Lista Tutolo” e lui è candidato consigliere. L’ex sindaco, tra le altre cose, ricorda le difficoltà finanziarie in cui si trovò la sua amministrazione in anni difficili. Poi, Tutolo, guardando ai temi che rientrano nel discorso pubblico di questo periodo, ne tocca uno diventato, coi giorni, incandescente, da maneggiare con i guanti di amianto, quello noto che riguarda la gestione dei monumenti, di cui abbiamo parlato su queste pagine. Senza fare nomi, il Consigliere regionale, in sostanza, pur dichiarando che la coalizione non è contraria al partenariato pubblico-privato, dice che la faccenda dovrebbe essere affrontata, dopo la campagna elettorale, dalla nuova amministrazione, per motivi di opportunità politica, in quanto, potrebbe coinvolgere chi, oggi, è in campo per sostenere la ricandidatura a sindaco di Giuseppe Pitta. Il passaggio di Tutolo fa schizzare a livello massimo tutti gli indicatori dell’indignazione (o altro?) a certi occhi e orecchie tra quelli e quelle citati prima. Si apre la piccola folla, compare Gianni Finizio, promotore della lista “Siamo Lucera”, e si porta verso il pick up, braccio accusatore alzato. Finizio dice cose, ma non è “microfonato”. Sentono solo quelli accanto. Checchia, Tutolo e tutti gli altri si lamentano, rivendicando il sacrosanto diritto di non essere disturbati nel corso di un pubblico comizio. Finizio contesta ancora, poi desiste e lascia la scena. Si alzano proteste per l’interruzione, qualcuno cita l’articolo 340 del Codice penale, si leva qualche “vergogna!”, altri ridono e applaudono.
“È la campagna elettorale, bellezza”, direbbe un vecchio saggio. È la campagna elettorale di Lucera, aggiungiamo noi, senza la pretesa di passare per saggi. Comunque, un inizio movimentato, non c’è che dire. Tanta, bella “ammuina”.
L’episodio, come è d’uopo, ha avuto il suo naturale strascico social, con post dei protagonisti corredati di commenti che non potevano che essere partigiani. Discorso a parte, invece, quello dei vecchi “dischi incantati”. Alla prossima.
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