Lucera – la campagna elettorale è partita tra dubbi, perplessità, confusione e poca politica

A Lucera, la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di primavera è partita già con la temperatura alta e una certa confusione. Giuseppe Pitta ha provveduto da settimane, anticipando tutti, a tappezzare con il suo mezzobusto, un paio di vetrine in piazza Duomo, manifesti sui quali non sono citate liste e coalizioni. Il sindaco uscente è determinato a rimanere a Palazzo Mozzagrugno, secondo l’adagio latino hic manebimus optime. Ma, il quadro generale è ancora da definire in diversi aspetti. Con lui, c’è soprattutto Forza Italia e potrebbe esserci il Partito democratico, il cui direttivo si è pronunciato in tal senso, determinando, però, una scossa tellurica non da poco al suo interno e la frattura tra chi vorrebbe dare un seguito all’attuale esperienza amministrativa con Pitta, segretario cittadino in testa, e chi, invece, reclama un posizionamento secondo lo schema che ha portato alla vittoria Antonio Decaro alle recenti regionali. Come immediato effetto del voto del parlamentino piddino, in polemica, Antonio Dell’Aquila, tra quelli che hanno detto no, si è dimesso da capogruppo consiliare e, insieme ad altri, anche non del Pd, ha firmato un documento appello con l’intenzione di aprire una possibile strada alla costituzione di un vero centrosinistra.

Mentre il Pd è intento a sciogliere l’amletico dubbio su quale sia il passo definitivo da compiere, Fratelli d’Italia, Lega e Udc ufficializzano un accordo per la creazione di una coalizione di centrodestra, ma manca ancora il nome del candidato sindaco. Tuttavia, nel partito di Giorgia Meloni permangono i noti e gravi contrasti, in atto da tempo e probabilmente insanabili, tra la direzione del locale circolo guidato da Antonio Di Battista e un gruppo di militanti che conta la presenza del consigliere comunale Francesco Di Battista.

Tralasciando i movimenti di altre liste, questo primo scenario si completa con quanto accade nell’area cosiddetta tutoliana di Per Lucera (il gruppo più numeroso nell’attuale Consiglio comunale), al cui interno, scalpitano, stando ai si dice, le ambizioni di chi ritiene sia giunto il proprio turno per una candidatura a sindaco. Una situazione, evidentemente, delicata, soprattutto se si affronterà la prova elettorale, per necessità, in coalizione con liste comprendenti qualche candidato animato dagli stessi propositi e in possesso di una significativa dotazione di voti.

La campagna elettorale, comunque, ci dice che il senso della politica sopravvive confinato, ormai, solo in limitati ragionamenti; mentre, è diffuso l’agire spregiudicato senza vincoli e coerenza. La consiliatura che volge al termine, del resto, lo ha certificato; basta guardare il folto numero dei consiglieri che sono passati da una parte all’altra negli schieramenti e l’approdo in maggioranza e, quindi, in Giunta di forze uscite sconfitte dalle urne nel 2020.

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