Lucera – celebrato un IV Novembre snobbato da gran parte dei politici

Celebrata in Piazza Duomo, a Lucera, la ricorrenza del IV novembre, data storica che, prima di tutto, ricorda il giorno del 1918 in cui, alle ore 15, cessarono le ostilità della Grande Guerra sul fronte italiano, esteso su una linea di territorio impervio per seicento chilometri, dal passo dello Stelvio fino a Monfalcone, in Friuli. Il giorno prima, era stato firmato l’Armistizio di Villa Giusti (Padova) tra Regno d’Italia e Impero austro-ungarico, che metteva fine al conflitto cominciato il 24 maggio 1915, costato la morte di oltre seicentomila militari italiani e il ferimento di un altro milione, appartenenti alle classi comprese tra il 1874 e il 1900. In quella carneficina industriale, incubatrice di altre tragedie del Novecento, secondo alcuni dati, caddero 157 soldati lucerini. La loro memoria, unitamente a quella dei giovani che persero la vita nelle guerre degli anni Trenta e nel Secondo conflitto mondiale, vive nel bellissimo Monumento ai Caduti realizzato nel 1920 dallo scultore Guido Passaglia, uno dei monumenti dedicati alle vittime della Grande Guerra, che, in base a un censimento dell’epoca, nei soli primi anni venti erano già dodicimila, testimonianza, nel Paese, di un grande fervore segnato dalle varie sfumature del patriottismo ma, soprattutto, da un dolore profondo e inconsolabile.

Oggi, la ricorrenza è dedicata anche alle forze armate e all’unità nazionale.

Al Monumento ai Caduti è stata depositata una corona d’alloro alla presenza del sindaco, Giuseppe Pitta, dell’assessore Antonio Bonavitacola, del consigliere (di maggioranza o di minoranza?) Davide Colucci e dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Assenti gli esponenti degli altri schieramenti e le altre cariche politiche.

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