La Capitanata sitibonda che implora acqua al cielo e agli uomini

La pioggia è ricomparsa in Capitanata, nelle ultime ore, apportando sollievo e la speranza che, nei prossimi mesi, con ulteriori precipitazioni e di maggior volume, l’emergenza possa mitigarsi.

Giovedì, 4 dicembre, nell’invaso di Occhito, si contano 47.244.060 metri cubi d’acqua, una disponibilità quasi doppia rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, quando i metri cubi erano 27.408.660. È utile ricordare, però, che, quest’anno, non c’è quasi stata distribuzione idrica all’agricoltura, e che dal 20 ottobre sono in atto misure tese ad assicurare un certo risparmio, con tanto di raccomandazioni alla popolazione per un uso più responsabile dell’acqua.

La Capitanata “sitibonda”, come si diceva una volta, continua a soffrire di un male atavico che, anche con la realizzazione di un’opera importante come l’invaso di Occhito sul fiume Fortore, oggi, visti i non pochi periodi siccitosi, non pare scongiurato.

Il discorso pubblico attorno a questo grave problema si è acceso nell’ambito politico, in cui non potevano mancare i falsi annunci di stampo elettoralistico. L’azione da compiere con determinazione e coerenza, invece, è direttamente collegata alle aspirazioni di sviluppo di una terra che rimane indietro in ogni settore.

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