Lucera – Tribunale, un nuovo intervento del locale Circolo di Fratelli d’Italia

Microfono Aperto per il Circolo di Lucera di Fratelli d’Italia

Non rimaniamo sorpresi dal dibattito che sta avendo luogo sui social e sulla carta stampata in ordine alla proposta di legge di RIPRISTINO (sì, il disegno prevede solo il ripristino e non la creazione di nuovi tribunali: ma tant’è…) degli Uffici Giudiziari soppressi nel 2013 dalla scellerata riforma del Governo Monti.

Le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Foggia, dott. Infante, alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati il 20 luglio scorso, sono chiarissime e, a nostro avviso, estremamente coraggiose: un solo Tribunale in Provincia di Foggia non basta e, se ci deve essere un altro Tribunale, questo deve avere un circondario sicuramente superiore a quello dell’ex Tribunale di Lucera, che già comprendeva circa 170.000 abitanti.

Per chi, come noi, ha seguito l’iter del disegno di legge con attenzione e costanza, vivendo anche sulla propria pelle le difficoltà di tutti i tipi che sono state frapposte sia dalla magistratura, dalla componente amministrativa nonché da una parte politica ben individuata (il centro-sinistra, per essere chiari) per affossare sin dal primo momento questa riforma, le polemiche sorte in questi ultimi giorni fanno sospettare che a qualcuno, una Giustizia amministrata in maniera più efficiente proprio non va giù.

La polemica è sorta quando il Procuratore ha affermato che, secondo il proprio punto di vista, San Severo ed il Gargano sarebbero stati preferibili come sede di un eventuale secondo Tribunale.

Opinione legittima ed anche condivisibile che, però, non tiene in alcun modo conto dei lavori preliminari compiuti dal Governo e dal Parlamento in accordo con le regioni (tra le quali la Puglia), le amministrazioni locali ed Comitato Nazionale dei Fori Soppressi, che non prevedono istituzioni di nuovi tribunali, ma solo il ripristino di quelli soppressi nel 2013.

Tra l’altro, proprio l’On.le La Salandra, nella successiva fase di interlocuzione, facendo riferimento all’art. 3 del disegno di legge, richiedeva al Procuratore di Foggia se la riapertura del Tribunale di Lucera (con circondario allargato) e di un’eventuale sezione distaccata a Rodi, avrebbe conseguito il risultato di un miglioramento del servizio Giustizia, ricevendone risposta affermativa.

Cosa, però è accaduto nei giorni seguenti: decontestualizzando l’intero discorso del Procuratore Capo, una serie di amministratori locali (in gran parte vicini alla parte politica avversa alla riforma) ha inteso richiedere a gran voce l’apertura di un secondo Tribunale sul Gargano, affermando che “Lucera non è la soluzione”.

Probabilmente costoro sono, tuttavia, dimentichi di qualche passaggio: nell’audizione tenutasi sempre alla Camera in data 13 luglio, i rappresentanti dell’A.A.G. (Associazione Avvocati Garganici), insieme ad alcuni amministratori locali, avevano dichiarato che interesse precipuo del Territorio Garganico era una sede distaccata di Tribunale, ma anche che l’unica struttura disponibile (la vecchia sede della sezione distaccata di Tribunale di Rodi Garganico – con una superficie calpestabile di molto inferiore ai 1.000 mq) presentava delle importanti criticità che avrebbero dovuto essere affrontate.

Quindi fa piacere che in una settimana si sia passati dal volere una sezione distaccata a richiedere addirittura l’istituzione di un nuovo Tribunale (cosa non prevista dalla norma), non specificando, tuttavia, spese e superfici disponibili.

Immancabile è, poi, l’intervento del Movimento 5 Stelle, i cui rappresentanti istituzionali ci hanno tenuto a far sapere che a Foggia si deve realizzare la famosa “Cittadella della Giustizia” che, però, non è in alcun modo collegata al disegno di legge sulla Geografia Giudiziaria e, secondo quanto dichiarato dall’Agenzia del Demanio, servirà a concentrare tutti gli uffici Giudiziari attualmente presenti nel capoluogo in un’unica sede, eliminando il pesante fitto passivo dell’immobile privato dove oggi sono collocati la sezione lavoro, il Giudice di Pace e l’Ufficio UNEP.

La sensazione è che tutto questo circo mediatico sia finalizzato solo a far trasparire una qualche forma di contrarietà al ripristino del secondo presidio di Giustizia, proprio per far naufragare la riforma, quantomeno in Provincia di Foggia.

Giulio Andreotti diceva che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” ed il dibattito di questi giorni pare alimentato ad arte da quella specifica parte politica che, a torto (sicuramente) o a ragione (nessuna), ritiene che la Geografia Giudiziaria debba andare in un’altra direzione: chiudere addirittura altri Tribunali e concentrare la gestione degli affari in poche sedi, il più possibile lontano dai cittadini e dai territori.

Del resto, ricordiamo che nel pieno dell’ultima campagna referendaria Marco Travaglio, in un suo intervento televisivo si scagliò contro il Governo Meloni, dicendo (e facendone i nomi) che “Tribunalini” come Lucera, Rossano, Alba e Bassano non servivano a niente.

Prendiamo atto, quindi, che il centro-sinistra, non vede di buon occhio la riforma della Geografia Giudiziaria e quindi sia Lucera, San Severo o Rodi Garganico: l’importante è che non si faccia.

E qui, però, cerchiamo di essere propositivi: perché siamo in Provincia di Foggia e non a Roma.

Il governo Meloni ha dimostrato che, con tutte le difficoltà del caso, la Geografia Giudiziaria non deve essere un tabù, ma può essere un tema che va affrontato e sul quale ci deve essere confronto.

Anche a livello locale, se ci si dimentica dell’appartenenza politica e si collabora – invece di fare le solite guerre tra poveri – qualche risultato si porta a casa, come accaduto per la proposta di legge di iniziativa regionale (promotori Tutolo, De Leonardis e Barone) sul ripristino del Tribunale di Lucera e che oggi è all’esame del Parlamento.

Lo scorso agosto l’On.le La Salandra, in un incontro a Lucera, affermò che quello del Tribunale non poteva essere un tema da campagna elettorale, ma un argomento sul quale far convergere le rappresentanze territoriali al fine di giungere ad un risultato che, alla luce di quanto dichiarato dal dott. Infante, è quello di avere due presidi di giustizia efficienti.

Tuttavia il centro-sinistra in salsa nostrana mostra una certa ritrosia nel farsi coinvolgere sull’argomento: difatti, ad oggi, ancora non è dato sapere, al netto di qualche opinione personale, qual è la posizione delle sezioni cittadine del PD e del Movimento 5 Stelle sulla questione.

Il Sindaco di Lucera, che del Centro-sinistra è un esponente, oltre ai doverosi interventi di risposta sui social ha la possibilità di fare rete con gli amministratori dei comuni del circondario – molti, peraltro proprio del centro-sinistra?

Può spiegare loro, anche con l’ausilio dei parlamentari di Fratelli d’Italia e degli altri rappresentanti dell’attuale maggioranza di governo i principi regolatori della riforma e quelli che sarebbero i benefici dell’attuazione?

Il Consigliere regionale Tutolo, quest’ultimo espressione dell’intero territorio provinciale, può fare altrettanto?

Perché limitarsi a rispondere con comunicati stampa a teorie fantasiose e, a dire la verità, poco o per nulla praticabili non ci porta da nessuna parte, se non a dover rimpiangere l’occasione che oggi viene data, non a Lucera, ma all’intero territorio provinciale.

Perché avere due Tribunali “grandi” significa innanzitutto avere una Giustizia capace di fornire risposte adeguate e celeri alle esigenze di tutti i cittadini della nostra Provincia.

Fratelli d’Italia continuerà a profondere il proprio impegno ed accogliendo tutti i contributi, giungano essi da amministratori locali, altre forze politiche e sociali, affinché le legittime aspettative di Giustizia del nostro territorio vengano finalmente soddisfatte.

Fratelli d’Italia Lucera

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