
La vicenda che riguarda il famigerato “tubone”, progetto che dovrebbe contribuire a mitigare la “sete” della Capitanata, giunge ad un nuovo capitolo: “Oggi hanno dovuto ammettere ciò che ripeto da tempo: i famosi 190 milioni annunciati dal Governo non sono mai esistiti – ha detto, con un comunicato di martedì 18 novembre, Antonio Tutolo, a proposito di un tema su cui sta battendo da tempo -. Il proclama del 17 luglio scorso era fasullo. Nessun inizio dei lavori a settembre, nessuna certezza. Solo notizie strombazzate e buttate in pasto ai cittadini pugliesi e molisani senza alcun fondamento. L’unica verità è che io avevo ragione su tutto. Posso dirlo senza ombra di smentita: hanno preso in giro la gente”.
“L’annuncio di oggi, con il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra che parla di 120-130 milioni per l’opera inseriti nei capitoli, senza specificare quali – dice ancora Tutolo -, lascia più dubbi che certezze. Perché se i fondi ci sono davvero, allora si indicano i capitoli e si dice la cifra precisa. Non si spara un 120-130 a caso davanti alle telecamere”.
Secondo Antonio Tutolo, “l’unica somma certa, nero su bianco, sono i 9 milioni per la mera progettazione – sottolineo progettazione – della diga di Palazzo d’Ascoli. E anche su questo c’è chi ha letto male, sparando cifre inventate e gongolando inutilmente. Ecco perché – a cinque giorni dalle elezioni – c’è il timore che la fuffa aleggi sopra un problema serissimo per la Capitanata e il Basso Molise. Un dramma quotidiano per agricoltori, allevatori e aziende, che ormai incide persino sull’uso privato dell’acqua”.
“Se davvero arrivano i finanziamenti per la condotta del Liscione – conclude il Consigliere regionale uscente -, io – che mi sono occupato di questa vicenda per anni e in beata solitudine, anche con il Consiglio monotematico da me voluto nel 2021 e ottenuto nel 2022 – ne sarei felice e mi complimenterei con i protagonisti di questa (ennesima?!) svolta. Ma fino a quando non vedremo i capitoli e le cifre certe, resta solo l’ennesima promessa senza acqua. Vale il detto che “senza soldi non si cantano messe”.
