
Il vandalismo continua a manifestarsi e a esprimersi con gesti sconsiderati che finiscono per pesare sulla generale condotta dell’intera cittadinanza, nonostante l’esercizio di buone pratiche di convivenza che tanti cercano di mettere in atto. Una minoranza non vuole saperne di preservare e difendere il bene comune. Tra le giovani generazioni, poi, ci sono adolescenti che non sanno riconoscere la gravità di determinati comportamenti, coi quali, incuranti, superano i limiti del buon senso e anche quelli imposti dalla legge.
Tra le tante “imprese” degli ultimi tempi, c’è anche l’imbrattamento dei muri della cattedrale, lato via D’Angicourt. Le scale degli ingressi laterali sono luogo di quotidiano bivacco di gruppi di ragazzi, che tracciando scritte e graffiti di nessun senso, ci informano circa la loro insensibilità per l’importanza e la grandiosità dei monumenti cittadini, dei quali non comprendono il valore e non ne subiscono il fascino.
Dove si è sbagliato? E, soprattutto, da dove bisogna ripartire?
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