RECOVERY FUND – IL CONSIGLIERE REGIONALE TUTOLO CHIEDE ATTENZIONE PER LA CAPITANATA

Antonio Tutolo

Il neo consigliere regionale Antonio Tutolo chiede attenzione per la Capitanata nella complessa gestione delle risorse legate al Recovey Fund e si rivolge al presidente del Consiglio dei Ministri, Conte, ai ministri De Micheli, Bellanova e Gualtieri, ai deputati e senatori del territorio foggiano, al capo dipartimento per gli affari regionali e per i rapporti col Parlamento. In particolare, l’ex sindaco di Lucera, invita gli interlocutori a considerare le problematiche relative alla disponibilità idrica della provincia di Foggia.

Scrive Tutolo: “Oggi che ci stiamo impegnando, per i prossimi 40 anni, in una iniziativa più complessa e più corposa persino del Piano Marshall, penso sia doveroso se non obbligatorio prevedere delle adeguate coperture per la risoluzione di problemi strutturali e non più emendabili quali l’emergenza idrica in Puglia, soprattutto nella Capitanata. Se non ora, quando? Del resto, nella relazione dove sono state individuate le priorità del Recovery Fund, è esplicitamente scritto che trattasi di un programma in cui «ogni euro di risorse pubbliche investito genererà un incremento più che proporzionale di investimenti privati». Se è necessario ridurre il gap di aree ad obiettivo convergenza ed incentivare gli investimenti produttivi, cosa c’è di più importante e vitale dell’acqua, a maggior ragione in un territorio di quasi 700.000 abitanti che vive principalmente di agricoltura (8,4% di valore aggiunto) e che aspira ad implementare attorno ad essa tutto il ciclo di trasformazione e distribuzione dei prodotti?

Vedete, rispetto all’anno precedente, nelle dighe della provincia di Foggia mancano all’appello quasi 120 milioni di metri cubi di acqua. La diga di Occhito, Capaccio sul Celone, San Pietro sull’Osento, la riserva di Marana Capacciotti sono tutte dimezzate. È un problema per tutti, sia per gli usi civici che per gli agricoltori. Per quanto riguarda il pomodoro, solo nell’ultimo anno, c’è stato un calo di superfici, in Capitanata, del 30% con una resa in ribasso del 15% rispetto all’anno precedente. Il Consorzio di bonifica ha erogato circa 1000 metri cubi a ettaro quando ne sarebbero serviti almeno il doppio per portare avanti il raccolto. A peggiorare la situazione è stata l’emergenza Covid che, oltre ai vari disagi alle condizioni lavorative, ha fatto slittare il trapianto e la maturazione di gran parte del prodotto, arrivata quando l’acqua riservata all’irriguo era già scarsissima (da ottobre è programmata la chiusura dell’invaso di Occhito agli usi irrigui). Sono dati, questi, così macroscopici che non si possono ignorare quando si discute di un fondo di recupero che dovrebbe riguardare tutto il territorio nazionale.

Ormai, non si può parlare nemmeno di “emergenza” atteso che la mancanza di acqua è cronica nonostante, da decenni, si chiede alle istituzioni di ogni livello un intervento per colmare le vistose lacune infrastrutturali. Occorre dare urgentemente agli agricoltori foggiani maggiori certezze rispetto alla disponibilità di risorsa idrica per fare programmazione e investimenti. I pozzi e gli invasi attualmente a disposizione non possono assolutamente garantire che il fabbisogno del comparto primario sia soddisfatto in modo adeguato alle esigenze di un’agricoltura di qualità i cui raccolti, e dunque il reddito delle tantissime imprese rurali, non possono essere più lasciati alla mercé dei capricci del meteo”.

Poi, il consigliere regionale lucerino lancia il suo appello “affinché si possano destinare, nell’ambito del Recovery Fund, delle risorse per ovviare a questo atavico e non più rimandabile problema, magari attraverso nuove infrastrutture che raccolgano le acque piovane (attualmente riusciamo a trattenerne solo l’11%) oppure, ad esempio, mediante il collegamento idraulico tra il Biferno (Molise) ed il Fortore (Puglia) che potrà conferire all’adduttore dell’invaso di Ponte Lisone la duplice funzione di alimentare i comprensori irrigui del Basso Molise e trasferire in Capitanata parte della risorsa idrica non utilizzabile su quel territorio regionale. Sarebbe, quest’ultima, una soluzione felice per tutti: la Puglia potrebbe beneficiare di circa 50 milioni di metri cubi d’acqua necessari a rendere irrigui circa 25.000 ettari, mentre gli agricoltori molisani vedrebbero sensibilmente ridotti gli oneri dei programmi irrigui in corso d’attuazione”.

Tutolo, come già annunciato nella campagna elettorale per le Regionali, non esclude forme di mobilitazione e protesta, se dovessero risultare insoddisfatte le istanze del settore agricolo di Capitanata.

About the author