Nomina Soprintendente APAB Foggia Bat – Tutolo scrive a Franceschini e ai parlamentari locali

Antonio Tutolo

Antonio Tutolo – ex sindaco di Lucera e neoeletto consigliere della Regione Puglia in attesa di proclamazione – con una lettera indirizzata al ministro Franceschini e ai parlamentari eletti in provincia di Foggia, sollecita l’esperimento di una procedura concorsuale per la posizione di Dirigente di ruolo nella Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area territoriale Foggia-BAT. La lettera è di seguito riportata.

Egr. Sig. Ministro, Spett.li Deputati e Senatori eletti nella Provincia di Foggia,

nel 2016, un complesso progetto di riforma del MiBACT ha portato ad una fondamentale novità nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici italiani: il passaggio dalle soprintendenze settoriali alle soprintendenze uniche territoriali. Un approccio finalmente contestuale ed interdisciplinare che avrebbe

dovuto favorire, con la nuova organizzazione, una facilitazione nel rapporto tra cittadini ed istituzione e una notevole riduzione dei tempi e degli oneri burocratici. «Ciascuna soprintendenza – riportava una nota del Ministero nel gennaio 2016 – costituirà un riferimento unico per la valutazione di qualunque aspetto di ogni

progetto, dalla tutela dei beni ambientali per arrivare all’impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico ed architettonico. Ad un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta» .

Purtroppo, almeno per quanto attiene il distretto ABAP delle province di Foggia e BAT – uno dei più ricchi, in Puglia e in Italia, di testimonianze storico-archeologiche e di patrimoni paesaggistici, dagli scavi dell’antica Herdonia al Parco degli Ipogei di Trinitapoli, dai tesori di Ascoli Satriano ai misteriosi vasi canosini di Biardot, dalla Fortezza Svevo-Angioina di Lucera alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Barletta, da Monte Faraone e Monte Santa Barbara in Andria alla Manfredonia sotterranea, dall’Appennino Dauno al magnifico Gargano – la situazione è addirittura peggiorata.

Dal 2016, abbiamo assistito a ripetute procedure d’interpello (non veri e propri bandi) per l’incarico di funzione dirigenziale alla locale Soprintendenza, andate spesso deserte poiché dirette ai già pochi dirigenti MIBACT che hanno, evidentemente, già tante altre competenze ed attività da esperire. Questo ha portato, negli ultimi quattro anni, alla nomina di ben cinque soprintendenti ad interim che, per natura contrattuale, hanno una durata di carica ben al di sotto dei canonici 3 anni e che, tra mille difficoltà e con una presenza assai saltuaria (dettata dagli altri incarichi assunti), hanno portato avanti, in regime provvisorio, la gestione di uffici che richiederebbero, invero, un’attenzione particolare ed un’attività complessa di riorganizzazione che non è più rimandabile. Basti pensare che il personale totale di cui dispone la Soprintendenza, tra nucleo operativo per l’archeologia, quello per i beni architettonici e figure complementari, consta di appena 27 unità a fronte delle 69 dedotte, a suo tempo, dalle note esplicative al dl 83/2014 e dal DM 06/08/2015. In più i funzionari, ridotti al minimo dall’esodo pensionistico, si trovano oberati di pratiche ed attendono di essere integrati con i vincitori degli ultimi concorsi, la cui immissione in ruolo è stata bloccata dalle ultime manovre finanziarie. La carenza di personale e la totale mancanza di alcune figure professionali specifiche hanno, inoltre, provocato numerosi problemi sia nel coordinamento di tutte le attività della struttura sia nei tempi di esperimento delle singole attività che, in molti casi, sono diventati biblici e non più sostenibili sia dagli interlocutori pubblici, che hanno progetti legati a finanziamenti e devono seguire una precisa tabella di marcia, sia dai privati che hanno scadenze precise da rispettare e che, spesso, sono costretti a vedere stravolgere i propri piani. Si pensi, infine, a tutti gli esercenti che attendono permessi o autorizzazioni per eseguire lavori finalizzati all’apertura di un’attività e che, in moltissimi casi, sono costretti a ritardarla di mesi (e anche di un anno, in qualche circostanza) per l’irragionevole allungamento dei tempi burocratici.

Le criticità di una riforma così complessa sono del tutto fisiologiche, specie in un contesto assai deficitario di mezzi, risorse e personale. È comprensibile pure il dover pazientare per raggiungere un’organizzazione logisticamente fluida del lavoro. Tuttavia, con la presente, sono a rappresentarvi, a nome di tutto il territorio, che non è più possibile pensare di raggiungere i risultati auspicati in un regime così precario, senza dare ad un territorio così vasto una figura apicale che possa dedicarsi, a tempo pieno e con adeguata continuità, nell’amministrazione di un patrimonio di inestimabile valore che rischia di perdere importanti occasioni e di non essere adeguatamente tutelato.

Antonio Tutolo

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