
Il Movimento politico Orizzonti Futuri che, a seguito delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, è entrato in Consiglio comunale tra i banchi della minoranza, con un comunicato, chiede alle istituzioni provvedimenti immediati in merito alla situazione ambientale, dopo la recente attività di contrasto al traffico illecito di rifiuti delle forze dell’ordine su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari-Direzione Distrettuale Antimafia che ha interessato anche la Capitanata, territorio di Lucera compreso.
Scrive il Movimento Orizzonti Futuri:
Il nostro agro, i terreni agricoli, le falde, l’aria e la salute dei cittadini non possono essere lasciati esposti a fenomeni di questa gravità. Non si tratta soltanto di degrado ambientale, ma di una possibile compromissione del territorio e della sicurezza sanitaria della comunità. Per queste ragioni chiediamo alle istituzioni competenti un cambio di passo immediato, fondato su trasparenza, prevenzione, controllo e responsabilità.
Chiediamo che venga avviata con urgenza una mappatura completa dei siti inquinati, contaminati o potenzialmente contaminati presenti nel nostro agro. È necessario individuare tutte le aree interessate da abbandono illecito di rifiuti, roghi, sversamenti, interramenti sospetti, scarichi abusivi o presenza di materiali non identificati. La mappatura dovrà essere realizzata con il coinvolgimento degli enti competenti, tra cui Comune, ARPA Puglia, ASL, Provincia, Regione, Prefettura, Carabinieri NOE e Forze dell’Ordine, al fine di definire l’ubicazione dei siti, la tipologia dei rifiuti, il livello di rischio ambientale e sanitario e le priorità di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica. Senza una conoscenza puntuale dei luoghi contaminati non è possibile proteggere seriamente il territorio.
Chiediamo l’aggiornamento e la pubblicazione, nel rispetto della normativa sulla privacy, dei dati relativi al registro dei tumori per Lucera e per l’area territoriale interessata. La comunità ha diritto a conoscere lo stato di salute del proprio territorio. In presenza di fenomeni di smaltimento illecito, roghi e possibile dispersione di sostanze tossiche nell’ambiente, è indispensabile disporre di dati epidemiologici aggiornati, chiari e accessibili. Non si tratta di creare allarme, ma di fondare ogni valutazione su dati scientifici. L’aggiornamento del registro dei tumori consentirebbe di verificare eventuali anomalie, valutare possibili correlazioni territoriali e orientare in modo più efficace le politiche di prevenzione sanitaria.
Chiediamo che il Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, presenti ogni anno alla cittadinanza e al Consiglio comunale un report pubblico sullo stato ambientale del territorio. Il report dovrebbe indicare le aree oggetto di segnalazione, controllo o monitoraggio; gli interventi effettuati; le attività di messa in sicurezza o bonifica avviate; i dati disponibili su aria, acqua, suolo e rifiuti; le comunicazioni ricevute da ARPA, ASL, Provincia, Regione, Prefettura e Forze dell’Ordine; le criticità ancora aperte e le azioni programmate per l’anno successivo. Un report annuale rappresenterebbe uno strumento minimo di trasparenza e responsabilità verso i cittadini. La popolazione deve essere informata in maniera ordinata, ufficiale e continuativa, senza dover apprendere solo dalla cronaca giudiziaria la gravità di ciò che accade nel proprio territorio.
Chiediamo che il Comune si rivolga formalmente al Prefetto affinché vengano intensificati i controlli sul territorio, in particolare nelle ore serali e notturne. Le fonti evidenziano come molti scarichi sarebbero avvenuti di notte, attraverso camion scortati, vedette, staffette e una logistica organizzata per evitare controlli e posti di blocco. Per questo è necessario rafforzare il presidio del territorio mediante controlli interforze, pattugliamenti mirati, monitoraggio delle strade rurali, verifica dei mezzi pesanti, videosorveglianza nei punti sensibili e controlli sui formulari di trasporto dei rifiuti. Le campagne, i tratturi, le aree periferiche, le cave dismesse e i capannoni inutilizzati non possono diventare luoghi invisibili dove scaricare illegalmente il costo ambientale di attività criminali.
Quanto emerso è di una gravità assoluta. Lucera e il suo agro non possono essere considerati zone di sacrificio. Il territorio agricolo è una risorsa economica, ambientale e identitaria che va difesa con determinazione. Chiediamo quindi l’apertura di un tavolo permanente sulla sicurezza ambientale, con la partecipazione di Comune, ASL, ARPA Puglia, Provincia, Regione, Prefettura, Carabinieri NOE, Forze dell’Ordine, rappresentanti del mondo agricolo e associazioni civiche. Servono dati, controlli, responsabilità e risposte pubbliche. La tutela dell’ambiente e della salute non può essere affidata alla sola indignazione del momento. Deve diventare una priorità istituzionale stabile. Ora è il tempo degli atti concreti.
Movimento civico Orizzonti Futuri
