Lucera – nella campagna elettorale, si parlerà del centro storico?

Lucera, via Vitagliani

Le campagne elettorali possono assumere anche le sembianze di una grande lente di ingrandimento (la politica dovrebbe farlo sempre, in verità) per mostrare le problematiche, le storture e gli abusi che si addensano nella nostra vita di comunità e, eventualmente, indicare i modi per porvi rimedio.

Si parlerà, nelle prossime settimane, per esempio, del centro storico?

Il cuore della città è immerso in un silenzio, che è il risultato di uno scadimento identitario dal passo lento ma costante. Aggirandosi tra strade, slarghi e vicoli ci si rende conto del tempo che è passato e di come la separazione tra ciò che c’era e ciò che si presenta ai nostri occhi sia diventato un abisso temporale, forse incolmabile. La vitalità, le voci, i colori, i profumi costituivano l’anima popolare di una Lucera antica che si diffondeva dai sottani, dalle botteghe degli artigiani, dai forni, dalle rivendite di vino, dai piccoli negozi di generi alimentari, di merceria, di ferramenta. Sono ormai un ricordo. Luoghi di sapienza e apprendimento sentimentale si sono dissolti per sempre, insieme ai sorrisi, ai gesti di una umanità ingenua, che dava valore al poco che aveva, non avendo dimenticato le tribolazioni patite negli anni duri da cui provenivano intere generazioni.

Le porte sbarrate, i muri fatiscenti, l’abbandono del centro storico, per non dire della villa comunale, oggi, sono la rappresentazione di un mutamento di prospettiva, forse, di un tradimento, secondo l’interpretazione di un’idea di modernità (ma solo quella?) che ha portato, irreversibilmente, la città lontano da se stessa, in spazi spersonificanti, nei palazzoni anonimi delle periferie, nei supermercati sempre più grandi, uno accanto all’altro, nel trionfo del cemento e dell’asfalto che, come sappiamo, non si arresterà.

E, allora, si parlerà nella campagna elettorale del centro storico?

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